Ritratto con ventaglio

1935 - Olio su tela

cm. 94 x 71

   

 Autoritratto Giovanile

1927 - Olio su cartone

cm. 57,5 x 40

 

 

 

   

Paolo Manaresi (Bologna, 1908 - 1991) è stato tra i protagonisti della scena artistica bolognese e nazionale del dopoguerra. Vincitore del Gran Premio Internazionale per l'incisione alla XXVII Biennale di Venezia nel 1954, Giorgio Morandi lo volle come suo successore alla Cattedra di Incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1958.

La sua opera non si è espressa solo con le acqueforti, di cui fu riconosciuto maestro, ma anche con meno conosciuti - ma bellissimi, a detta di un’unanime critica nazionale - oli, tempere e pastelli.  

LA BIOGRAFIA

23 settembre 1908 - Nasce a Bologna.

Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, segue l'Accademia di Belle Arti, dove è allievo di Giovanni Romagnoli e Achille Casanova. 

1928 - Vince il Premio Curlandese di prospettiva con "Veduta di un'abside e di un chiostro". 

1929 - Si diploma all'Accademia di Belle Arti. Vince il Pensionato Tullio Moy per la pittura di paesaggio. In un articolo apparso sui giornali dell'epoca si legge: "Nei paesaggi esposti dal Manaresi è contenuto quel tanto che basta a rivelare la presenza di un artista vero, già capace di realizzare cose degne di considerazione...". 

1934-1941 - Insegna alla Scuola d'Arte di Varallo Sesia (VC) ed intraprende l'attività di scultore, creando opere di notevole interesse. 

1939 - Vince il concorso per un bassorilievo da collocare nel salone centrale del Padiglione Italiano ai Giardini di Castello, sede della Biennale di Venezia. Tutta la produzione plastica dell'artista andrà perduta con la Seconda Guerra Mondiale. 

1942 - Viene trasferito a Cascina (PI), dove insegna alla locale Scuola d'Arte. 

1945 - Ritorna a Bologna come docente al Liceo Artistico fino al 1952. 

1948-1949 - E' invitato alla XXIV Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, dove espone "Frate pittore", in seguito acquistato dalla Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna.

Partecipa a Milano alla I Mostra nazionale d'arte contemporanea, alla IV Rassegna nazionale d'arte sacra e alla I Mostra nazionale di arte figurativa, ordinate dalla Permanente a Palazzo Reale.

Vince il Premio della Bontà organizzato dal Comune di Bologna con il dipinto "Pane Quotidiano" ed ex aequo il premio istituito dal sodalizio Spinelli, col dipinto "Morte di una suora". 

Dal 1949 - Incoraggiato da Giorgio Morandi, che prepara personalmente le sue prime lastre, si dedica attivamente alla pratica incisoria. 

1951 - Alla mostra "Art Graphique Italien Contemporain" di Bruxelles viene prescelta una sua acquaforte ("Veduta cittadina") per il manifesto della rassegna, grazie alla quale ottiene un alto riconoscimento di merito. 

1952 - Gli è assegnato il 1 premio alla Mostra di Grafica Italiana Contemporanea di Forlì. E' presente alla VI Quadriennale Nazionale d'Arte di Roma e alla XXVI Biennale di Venezia. Nello stesso anno si tiene la sua prima personale di acqueforti alla Galleria Cairoli di Milano. 

Dal 1952 al 1955 espone in diverse rassegne d'arte italiana contemporanea all'estero organizzate dalla Biennale di Venezia (Anversa, Lisbona, San Paolo del Brasile, Lugano e Boston) e dalla Quadriennale romana (Tolosa, Nimes, Montepellier, Tolone, Liegi, Tokio, Tel Aviv, Atene). 

1953 - Carlo Alberto Petrucci, direttore della Calcografia Nazionale, ordina presso l'istituto romano un'ampia antologica dell'opera grafica di Manaresi, comprendente 93 acqueforti. Lo stesso Petrucci lo presenta in catalogo. Sempre nel 1953 diventa direttore all'Istituto d'Arte di Bologna. 

1954 - Ottiene il Gran Premio Internazionale per l'incisione alla XXVII Biennale di Venezia. 

1955 - Espone a rassegne di grafica a San Paolo del Brasile, Tolosa e Stoccolma. E' presente a Venezia alla I Biennale dell'incisione italiana. Parteciperà alle cinque edizioni successive. 

1956 - Vince il concorso per la cattedra d'incisione all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove insegnerà per due anni. 

1958 - Giorgio Morandi lo vuole come suo successore alla cattedra di Tecniche dell'Incisione presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna. Si trova così a continuare, nella sua città e nel solco di una tradizione pienamente condivisa, il magistero di un artista già annoverato tra i grandi dell'incisione e della pittura.

Per quasi vent'anni Manaresi si dedicherà all'attività didattica in Accademia con grande serietà e passione, facendosi apprezzare non solo per le notevoli e raffinate qualità tecniche, ma anche per le impareggiabili doti umane nel rapporto con gli studenti. 

1958-1960 - Partecipa in numerose città europee a mostre d'arte grafica organizzate dalla Biennale di Venezia.

Espone all'VIII Quadriennale nazionale d'arte di Roma .

Vince per l'acquaforte, il I Premio Nazionale "Autostrada del Sole" organizzato dalla stessa Quadriennale. 

1962 - Espone alla "Mostra dei Grandi Premi", organizzata a Ca' Pesaro dalla XXXI Biennale di Venezia. Anche negli anni successivi parteciperà alle più importanti rassegne di grafica organizzate in tutto il mondo dalla Biennale. Prende parte all'Intergrafik di Berlino. 

1963 - Dopo aver partecipato alle più qualificate rassegne di grafica nel mondo organizzate dalla Quadriennale Romana, consegue il Premio Olivetti per la sua produzione artistica. 

1966 - E' premiato alla Mostra Internazionale della Grafica a Palazzo Strozzi di Firenze.

E' presente a Berlino e Varsavia alle rassegne Intergrafik. 

1970 - La Galleria La Nuova Loggia di Bologna gli dedica una personale di grafica; nello stesso anno il Comune di Bologna allestisce al Museo Civico la rassegna "Due decenni di acquisizioni alle raccolte comunali d'arte", nella quale Manaresi è rappresentato da un significativo numero di acqueforti. 

Tra il 1972 e il 1974 incontra le voci della poesia a lui care da sempre e spesso ispiratrici del suo segno: con 23 acqueforti illustra Terra d'Emilia di Riccardo Bacchelli.

Il percorso bibliografico di Paolo Manaresi è costellato di importanti nomi dell'arte e della critica: da Nino Bertocchi, a Stefano Bottari, da Rodolfo Pallucchini a Carlo Alberto Petrucci e Renato Roli, da Luciano Anceschi a Fiorenzo Forti.

Nonostante questo curriculum artistico, didattico e bibliografico a dir poco prestigioso, le testimonianze che ricordano la figura dell'artista insistono sulla sua indole estremamente modesta e schiva. 

1975 - Con la donazione del collezionista Mariano Mazzocco, un considerevole numero di sue opere entra a far parte delle Collezioni della Galleria d'Arte Moderna, come è documentato nel catalogo "Opere del XX Secolo nelle raccolte comunali d'arte", con testo introduttivo di Franco Solmi. 

1978 - Il Comune di Bologna e l'Associazione per le Arti "Francesco Francia" gli dedicano una grande antologica, suddivisa in due sezioni: la sezione dedicata all'opera grafica viene allestita presso la Galleria d'Arte Moderna; la sezione di dipinti presso il Museo Civico Archeologico. In quest'ultima, le 126 opere esposte costituiscono elemento di assoluta novità, al punto da rappresentare per molti una vera rivelazione. 

Con l'evento del 1978 si conclude l'iter espositivo di Manaresi, anche se sue opere continuano ad essere presenti in collettive nazionali. Afflitto da tempo dal dolore per la tragica scomparsa della figlia Donatella, si chiude sempre di più nel suo mondo, rifugiandosi nella quiete del suo studio al Collegio Venturoli, lontano dalla mondanità e dalle mode.

Dopo un lungo periodo di disagio esistenziale, a quasi 83 anni pare aprirsi per lui un sottile spiraglio di luce. In soli tre mesi di lavoro aveva realizzato decine di pastelli astratti molto personali. E' l'inizio a una nuova stagione grazie a questa straordinaria evoluzione, che sembra quasi una liberazione dall'antica pena. Confortato dall'incoraggiamento dei pochi amici che ancora frequentava, si era lasciato convincere a realizzare una mostra con i nuovi lavori. Essa avrebbe dovuto tenersi di lì a pochi mesi, dopo ben tredici anni dalla sua ultima esposizione a Bologna. Ma un giorno di fine luglio del 1991 scelse di andarsene in silenzio e da solo, come da troppo tempo aveva vissuto. 

1995 - La Galleria Mazzoni Arte di Bologna dedica al Maestro una personale comprendente un nucleo di incisioni dal 1949 al 1986, affiancato da una selezione di dipinti.

1996 - A Manaresi viene dedicata la mostra "Il tempo di un fiore" nell'ambito della XXIII Biennale del Fiore di Pescia, tenutasi a settembre. Subito dopo è il Comune di Montecatini Terme ad esporre più di 40 lavori a Villa Forini Lippi. Sul finire dello stesso anno, opere di Manaresi vengono scelte per la mostra "L'Incisione nelle Istituzioni Artistiche Italiane. Venezia - Firenze", tenutasi a Monsummano Terme.

1997 - Importante mostra “Morandi, Manaresi, De Vita: Segno e Colore” tenutasi da luglio a ottobre presso la Galleria di Arte Moderna di San Marino (Dicastero della Cultura della Repubblica di San Marino). Una selezione delle opere è stata riproposta in una successiva mostra presso la Galleria Mazzoni Arte di Bologna

1997-2007 – opere di Paolo Manaresi sono state esposte in mostre nazionali (ad esempio, Norma e Arbitrio, ingegneri e architetti a Bologna, 2000; Paesaggio urbano, Stampe italiane della prima metà del ’900 da Boccioni a Vespignani a cura di Alida Moltedo Mapelli, Roma, Calcografia Nazionale, 2003), di gallerie ed istituzioni, mentre alcune iniziative più piccole ma non di minore importanza sono state tenute a Bologna e provincia, come per esempio, a Crespellano e Sasso Marconi nel 2004 e 2005. 


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